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"Al Milan si è creata una grande base, si è creato un mix: se dovessi dare un consiglio alla società, ma Fassone e Mirabelli hanno grande esperienza, bisogna prendere giocatori abituati a giocare in Europa, con larga esperienza internazionale che alzino anche il livello degli allenamenti": parole e musica del capitano rossonero Leonardo Bonucci, autore del provvisorio gol del pareggio nella sfida di ieri sera all'Allianz Stadium di Torino contro la sua ex squadra, la Juventus, e indubbiamente uno dei migliori giocatori in campo nel match perso per 3-1 dal Diavolo. "Quando il gioco si fa duro, i duri entrano in campo", diceva un altro ex juventino, Gianluca Vialli: ecco, dopo un inizio stentato, il numero 19 del Milan ha alzato "l'asticella" delle sue prestazioni, fino a risultare sempre uno dei migliori e il leader di una retroguardia che sta dimostrando di essere una delle più forti del campionato. Un vero e proprio "duro" di personalità, oltre che di tecnica e cervello: quello che, purtroppo per lui, i suoi compagni ancora non sono.

BUONA BASE, MA QUANDO IL GIOCO SI FA DURO… – Il consiglio velato alla dirigenza, nelle persone dell'ad Marco Fassone e del ds Massimiliano Mirabelli, è apparso però ben lucido e chiaro: la base creata nella scorsa estate, con giocatori giovani e dalle grandi potenzialità, è molto buona, un bel mix di filosofie calcistiche e culture che – collaudato – può portare a ottimi risultati; sicuramente però con questi giocatori è difficile arrivare a conquistare vittorie prestigiose, in Italia e in Europa, e ambire al traguardo massimo, che sia scudetto o posizione da protagonisti in Europa, palcoscenici ai quali è sempre stata abituata la società rossonera. Quando la posta in palio si alza e l'avversario è forte, al Milan manca sempre qualcosa: quel quid che gli consenta di portare a casa il risultato, mancato sia ieri che in Europa League contro l'Arsenal.

SERVE PERSONALITA' PER 'ALZARE L'ASTICELLA' – Il solito discorso fatto negli ultimi tempi dall'allenatore Gattuso in ogni frangente: "alzare l'asticella per riportare il Milan dove gli spetta". Un'asticella che – consiglia Bonucci, a ragione – può essere alzata solo con l'inserimento di giocatori di personalità, giocatori abituati a giocare in Europa, con esperienza internazionale, in grado di trasmettere questi valori anche in allenamento: calciatori e soprattutto uomini di cui la Juventus è dotata in abbondanza e dei quali Bonucci è stato compagno di squadra. Da Buffon a Higuain, da Chiellini a Khedira, da Matuidi a Douglas Costa: interpreti fantastici e di carattere, che il club rossonero al momento può soltanto invidiare.

MIRABELLI ALL'OPPOSTO, PER ORA: WILSHERE E DEPAY DA PRENDERE – Il lavoro di Mirabelli e della dirigenza del Milan, per la prossima sessione di mercato, dovrebbe essere improntato proprio ad aggiungere questa tipologia di giocatori, non certo facili da reperire: Reina può sicuramente essere un buon nome in quest'ottica, non lo sono di certo nè i quasi-acquisti Strinic e Ki nè i nomi usciti in queste ore, come Muriel, Pavon, Meyer o lo stesso Brandt. Giocatori che possono fungere da buone seconde linee o giovani di grandi potenzialità, ma non gente per "vincere subito": servono nomi alla Wilshere, alla Dembelè, alla Depay, serve esperienza internazionale, serve personalità, se si vuole provare a tornare tra i "grandissimi". Altrimenti si andrà avanti a lottare per il quarto posto e ad essere comprimari in Europa: non certo quello che la storia del Milan vuole e chiede.

@AleDigio89