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Maurizio Sarri è un dogmatico, tatticamente è estremo nel seguire il suo credo. Quando arrivò a Napoli tre anni fa tentò di impostare il modulo che tanto bene aveva reso a Empoli, con un trequartista puro alle spalle delle due punte: esperimento miseramente fallito, e dopo poche settimane il passaggio al 4-3-3 che è diventato il marchio di fabbrica del suo Napoli. Una macchina perfetta, ingranaggi che girano allo stesso ritmo, schemi incastrati tra loro in modo chirurgico. Cambiarne un pezzo sembra sempre difficile, e la difficoltà che gli azzurri hanno incontrato nel sostituire l’infortunato Ghoulam è un chiaro esempio che avvalora questa tesi. Ieri sera però, nella a suo modo drammatica partita di Reggio Emilia pareggiata con il Sassuolo, un raggio di sole ha squarciato un cielo sempre più denso di nuvole: la traversa colpita in mezza rovesciata grida ancora vendetta, ma almeno ha certificato che Arkadiusz Milik è finalmente tornato, regalando così un dubbio dolce ma allo stesso tempo atroce all'allenatore livornese.

NUOVE OPPORTUNITA' – La presenza del polacco apre una nuova opzione tattica a Sarri. Alcuni elementi della squadra sono palesemente in riserva: cambiare modulo ora non è più un’utopia, ma anzi può divenire una necessità. Partendo dal presupposto che Mertens, seppur fisicamente in riserva, rimane un perno irrinunciabile, l’allenatore toscano con Milik può virare sul 4-2-3-1, sistema sporadicamente utilizzato nei finali di partita, con fortune alterne. In questo modo il folletto belga potrebbe svincolarsi dalla mortale stretta dei centrali difensivi, potendoli puntare guardandoli viso a viso. A fare il lavoro sporco ci penserebbe proprio il polacco, che garantirebbe quella fisicità, quei centimetri all’interno dell’area di rigore che potrebbero rivelarsi decisivi. Il sacrificato in caso di cambio modulo potrebbe essere Jorginho, provato da una stagione in cui ha giocato praticamente sempre. Hamsik e Allan interni di centrocampo, Insigne- Mertens e Callejon alle spalle di Milik.

PER RIPARTIRE – Al momento questa appare come l’unica reale soluzione per vedere l’ex Ajax titolare in tempi brevi. L’impatto al Mapei Stadium di Arkadiusz è stato devastante: senso del gol, peso specifico, colpi di testa, sportellate. Qualcosa di nuovo per il Napoli, che da tempo fa a meno di queste caratteristiche per incunearsi nelle retroguardie avversarie. E' indubbio che quando la condizione fisica cala, gli azzurri diventano ripetitivi, le trame di gioco prevedibili, l’incisività inesorabilmente cala. Un marzo da horror deve far aprire gli occhi a Sarri, non può far finta di niente: ritrovare Milik e permettergli di essere decisivo è fondamentale in un momento in cui l’orchestra ha bisogno di un nuovo strumento per continuare a suonare come prima.