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Ci ha provato, fino all'ultimo giorno. Nell'ultima finestra di mercato l'Inter ha tentato fino al 31 gennaio di strappare Javier Pastore al Paris Saint-Germain. In cassa non c'erano fondi sufficienti per acquistare il Flaco a titolo definitivo, Suning, dalla Cina, ha bloccato ogni tipo di investimento, eppure Sabatini e Ausilio hanno lavorato senza sosta per arrivare a un accordo. Quello di massima con il giocatore, alla fine, era stato raggiunto ma sul fronte francese Al Khelaifi non ha voluto sentire ragioni. "Pagare moneta, vedere cammello" è stato il messaggio, che non è cambiato di una virgola.

VIA DA PARIGI – L'Inter ha dovuto gettare la spugna, rimandando ogni discorso a fine stagione. Nel frattempo il diretto interessato non ha fatto un passo indietro. Lasciare Parigi è un pensiero che continua a rimbalzare nella sua testa, l'ennesima conferma è arrivata ieri, al termine della Coppa di Lega vinta dal Psg contro il Monaco: "L’ultimo titolo col PSG? Non lo so ancora. Ho ancora un anno di contratto, poi parleremo con il club di quello che vogliono per me e quello che voglio io per me. Decideremo alla fine della stagione, ma non ora. Ho bisogno di chiarezza".

PER ORA NO – Il ritorno in Italia, dove è stato protagonista con la maglia del Palermo, è un'opzione, dall'Inter però non arrivano più segnali. L'addio di Sabatini, che era in ottimi rapporti con l'agente dell'argentino Marcelo Simonian (è stato l'ex ds della Roma a portarlo in Italia, quando lavorava per Zamparini), ha raffreddato la pista, Ausilio prima di tornare a parlare di Pastore deve risolvere altre situazioni, decisamente prioritarie, quali sono il futuro di Cancelo, Icardi e Brozovic. L'Inter, insomma, si è defilata, Pastore non è più una prima scelta.