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Curtis Jerrells, 31 anni. CIAMILLO-CASTORIA

TORINO-PISTOIA 77-84 La Flexx Pistoia impone la propria legge al PalaRuffini, vince 77-84 e infligge alla Fiat una sconfitta, la quarta consecutiva, che rischia di costare carissima nella rincorsa torinese ad un posto valido per i playoff. I toscani partono in maniera clamorosamente forte, approfittano di una squadra gialloblù decisamente sottotono nel primo quarto (11-31) e arrivano ad un massimo vantaggio di +27 sull’11-38 con Torino che non trova un contributo accettabile da parte di Vander Blue, negativo anche stavolta visto che chiuderà la partita con 3 punti ma con 0/5 da due e 0/3 da tre. E lo stesso andamento lento lo segue anche Boungou Colo, che alla fine metterà insieme nel tabellino zero punti con 0/1 tanto da due quanto da tre con soli cinque minuti in campo. A quel punto la partita sembra finita e invece, proprio quando il margine sembra incolmabile e il pubblico rumoreggia fra il deluso e l’arrabbiato, la Fiat si aggrappa al proprio capitano e riemerge. Parziale di 23-5 e partita che è improvvisamente riaperta sul -4 del 48-52; sembra essere la svolta, non solo della partita ma della stessa stagione per Torino. E invece, alla lunga, emerge la calma dei toscani che non perdono il bandolo della matassa e infliggono un contro-break che alla fine sarà decisivo: 0-11 con l’Auxilium ancora nell’abisso. I padroni di casa ci riprovano nel finale, tornano in più occasioni al -3 ma non riescono a mettere mai la testa avanti. Fra i toscani i migliori in campo sono McGee e Mian che chiudono con 17 punti a testa e ottime percentuali da tre.

Fiat Torino: Poeta 20, Garrett 19, Vujacic 10
Pistoia: McGee e Mian 17, Ivanov e Moore 12

TRENTO-CAPO D’ORLANDO 107-59 Trento festeggia nel migliore dei modi Pasqua sconfiggendo l’Orlandina alla BLM Group Arena. I bianconeri hanno risolto la pratica nel giro di 10’. Grande prova corale, con ben sei elementi in doppia cifra. In avvio Trento mostra subito la sua forza, realizzano Forray e Hogue da sotto, Shields dalla lunetta (6-o). In queste battute iniziali Capo d’Orlando fatica enormemente, il primo squillo è di Knox che schiaccia a centro area quando sono passati già 3’. Sutton e Smith si scambiano due triple, Silins segna in contropiede e l’Aquila è avanti sul 11-6. Dopo il timeout di Di Carlo la musica non cambia, Capo fatica al tiro pesante, Silins e Forray allungano (18-6). Sutton continua a dominare dentro l’area e al fine primo quarto i bianconeri guidano per 27- 9. Dopo il primo mini intervallo Capo prova a reagire, Campani e Atsur confezionano un parziale di 10-0. La risposta di Trento non si fa attendere, con un parziale di 15-0: all’intervallo l’Aquila conduce per 47-24. Al rientro dagli spogliatoi sul parquet c’è solo una squadra. Gomes e Shields segnano a ripetizione e i bianconeri arrivano addirittura oltre le trenta lunghezze di vantaggio. Di Carlo è disperato e prova a dare una scossa alla gara chiamando timeout mentre i bianconeri arrivano sul + 42 grazie ai canestri in contropiede e alle triple di Gomes e Sutton (70-28). La partita è finita e l’intero ultimo periodo è puro garbage-time: Trento raggiunge il massimo vantaggio sul +48. Finisce 107-59. (Federico Fuiano)

Trento: Sutton 18, Gomes e Shields 16
Capo d’Orlando: Smith 12, Faust e Campani 10

BRESCIA-CANTU 86-71 Il derby lombardo tra Brescia e Cantù va alla formazione di casa che tra campionato e coppa è 3-0 nello scontro diretto con i brianzoli che al PalaGeorge durano poco più di due quarti prima di crollare sotto i colpi di una Leonessa spietata ed in cerca di due punti che consolidassero la sua terza posizione. Cantù, dopo la vittoria in rimonta su Torino, soffre la migliore organizzazione in campo dei bresciani e paga le percentuali di inizio ripresa che condannano inesorabilmente la squadra di Sodini. Nella giornata dedicata alla memoria di Marco Solfrini, venuto a mancare sette giorni fa, Brescia ha voluto onorare uno dei giocatori più importanti della sua storia e non solo sugli spalti. Partenza spettacolare da entrambi i lati del parquet, con Cantù sempre pronta a colpire in contropiede (7-9): Chappell e l’ex Burns dall’arco sono nella serata giusta (14-20), Brescia però ha un Ortner molto ispirato (25-24) e si riporta in partita grazie al lungo austriaco. Sorpassi e controsorpassi tra due squadre votate più all’attacco che alla difesa: a far la differenza per i locali è capitan Moss al rientro dopo due partite. È lui ad ispirare la Leonessa nel parziale di 16-2 che porta Brescia avanti nel secondo quarto (40-31). Si abbassano ritmi e percentuali e Cantù ne approfitta per tornare a contatto dei padroni di casa in chiusura di quarto (45-41). Dagli spogliatoi riemergono due squadre molto nervose e la spettacolarità dei primi 20’ ne risente in toto: Brescia, dopo il pareggio ospite (45-45) nella bagarre riesce ad allungare (60-45) con un mortifero Vitali jr. e capitan Moss, il cui impatto sulla partita è stato devastante. Cantù però non è mai doma e ritorna a -8 (60-52) prima della tripla sulla terza sirena di Moore (63-52). L’impatto di Brescia negli ultimi 10’ è micidiale: Ortner e Landry demoliscono Cantù (77-55): la formazione ospite cerca la rimonta (80-71 a 50”), ma è un risveglio tardivo e per la Leonessa è la 16esima affermazione stagionale. (Alberto Banzola)
Brescia:Landry 17, M. Vitali 14, Ortner 13
Cantù: Burns 19, Chappell 14, Culpepper 11

BRINDISI-SASSARI 105-98 dts Brindisi compie un passo fondamentale nella corsa per la salvezza battendo Sassari, dopo un tempo supplementare e con un finale vietato ai deboli di cuore. È la tripla di Mesicek a 50” dalla fine dell’overtime a consegnare nelle mani dei padroni di casa una vittoria cercata e sudata fino alla fine. La partenza degli uomini di Vitucci è con il piede sull’acceleratore: dopo cinque minuti sono già sul +11 (17-6) confermando un approccio di gara ad alta concentrazione e senza sbavature. Sassari, al contrario, dimostra di faticare in attacco (3/7 da 2, 1/4 da 3), ma soprattutto in difesa contro un Tepic in doppia cifra già dopo 8’ (23-12). La reazione degli ospiti non si fa attendere e porta la firma di Spissu capace col suo ingresso di colmare il divario (23-21) sulla sirena del primo quarto (23-21). L’Happy Casa presa per mano da Moore torna, però, a macinare gioco sino al +13 (19’, 46-33). L’unico degno di nota per il Banco è Bostic, che in compagnia di Stipcevic orchestra un nuovo tentativo di recupero (23’, 50-44) subito stoppato dal ritorno di Brindisi che vola al nuovo massimo vantaggio (24’, 59-45) con l’ennesima penetrazione di Tepic. La partita cambia padrone a cavallo tra la fine del terzo e l’inzio del quarto tempo, quando Sassari con un break fulminante di 22-3 (32’, 69-76) vola sul +7 davanti ad una Brindisi scomparsa dal parquet. Il quinto fallo di Moore a 5’ dal termine complica i piani della formazione brindisina. Stipcevic è ispiratissimo; dall’altra parte Suggs facendo i miracoli mantiene in vita i suoi (38’, 80-84). L’ultimo minuto è ad alta tensione. A 27” dal termine Brindisi ha possibilità di giocare il possesso per la vittoria (86-87). Giuri sciupa il money ball con un 1/2 dalla lunetta dopo l’antisportivo fischiato a Stipcevic, un libero che vale comunque il supplementare. Sassari prova la fuga (42’, 89-94) Brindisi ha ancora energie per reagire con Smith autore di 8 punti in fila e la parità a quota 97. La tripla di Mesicek (45’, 100-98) spegne definitivamente le speranze dei sardi. (Giuseppe Mazzone)

Brindisi: Tepic 23, Suggs 22, Smith 18, Lydeka 10

Sassari: Planinic 28, Bostic 26, Stipcevic 19

VARESE-PESARO 88-68 Il ritorno da capo allenatore di Massimo Galli, promosso dopo l’esonero di Spiro Leka, non rilancia Pesaro, che si conferma all’ultimo posto, perdendo in casa della scatenata Varese, pronta a festeggiare la salvezza aritmetica dopo il terzo successo di fila. Il coach che aveva conquistato l’ultimo trofeo dei lombardi – la Supercoppa italiana vinta nel 1999 contro Bologna – deve arrendersi in una serata in cui i suoi giocatori sono riusciti a vedere ben poco il canestro (solo 37 per cento al tiro), sfoderando carattere unicamente nel terzo quarto. La differenza è saltata all’occhio dalle prime battute: Pesaro, che si era portata in vantaggio con Mika (0-2) e aveva retto solo fino al 4-4 (segnato sempre da Mika), ha ceduto di schianto, tirando con un pessimo 31 per cento (5/16) già nei dieci minuti iniziali, contro il 65 per cento (11/17) di Varese, capace di volare sul +26 (42-16) nella frazione successiva, chiusa dai padroni di casa in vantaggio di venti punti (48-28). Nonostante l’ampio distacco, gli uomini di Galli, senza Dallas Moore, partito per gli Stati Uniti, e privi di Taylor Braun, non ancora disponibile, hanno tentato di rientrare in gara, aggrappandosi a Clarke, autore, al ritorno in campo dopo l’intervallo, di uno spettacolare 10-0 personale imposto a Varese con tre triple e un tiro libero aggiuntivo. Pesaro ha insistito con Mika e Omogbo che hanno aumentato il parziale (15-0), riportando la loro squadra a meno cinque (48-43). A questo punto la squadra di Caja ha ritrovato intensità in attacco e spinta da Vene, Avramovic e Larson è schizzata avanti di 15 punti (62-47) al 30’. La spinta di Avramovic, a tratti incontenibile, è stata utile a Varese per ritrovare il +20 al 32’ (69-49) e il +24 (75-51) poco dopo, mentre al 35’ una tripla di Larson ha ridato il +25 (80-55) ai lombardi, vittoriosi alla fine di 20 (88-68). (Filippo Brusa)

Varese: Avramovic 29, Larson 13, Vene 12, Cain 11
Pesaro: Mika 21, Clarke 17, Omogbo 9

CREMONA-VIRTUS BOLOGNA 91-78 Con la terza vittoria nelle ultime quattro gare, Cremona, che ha una partita da recuperare, rimane attaccata al treno playoff: i lombardi, 18/39 da tre, battono la Virtus Bologna, ribaltando anche la differenza canestri. Grazie a sei punti di Sims (10-7, 5’), la squadra di Sacchetti esce per prima dai blocchi, e poi scappa con i primi tre della partita di Ruzzier (15-7). Dal time-out obbligato di Ramagli, Bologna esce con le idee chiare ed un parziale di 8-0 (15-15) propiziato da due triple di Lafayette. È un fuoco di paglia per la Virtus, travolta dalle accelerazioni di Cremona, che ha più ritmo e monetizza costantemente in transizione offensiva. A cavallo della prima pausa, Drake Diener segna 9 punti con 3 tiri e quando Portannese si alza dall’arco per il canestro del +14 (34-20, 13’) sembra una partita a senso unico. Ma Bologna, nonostante tiri 0/9 da 3 ed il 35% dal campo nei secondi 10’, sfodera il meglio nel momento di maggior difficoltà. Stringe in difesa (3 punti concessi dal 13’ al 20’) e si aggrappa alle giocate di Aradori ed ai muscoli di Slaughter, 7 punti all’interno di un break 15-3 (37-35, 20’). Tutte le volte che la Virtus si riporta a contatto (40-40, 22’), Cremona riscappa. Prima con Sims, poi cavalcando il miglior spezzone di Johnson-Odom (63-50, 28’), 10 punti nel terzo quarto dopo i 3 (1/5 dal campo) della prima metà. La partita la spacca, per la seconda volta, Drake Diener. L’esterno infila tre triple consecutive, Cremona allunga sul +15 (76-61, 32’), resiste al tentativo di rimonta firmato Umeh (11 punti in 6’) ed Ale Gentile (88-78, 38’) e porta a casa un successo preziosissimo. (Alessandro Rossi)

Cremona: D. Diener 20, Johnson-Odom 19, Fontecchio 13
Bologna: Umeh 13, Slaughter, A. Gentile, Aradori 12

MILANO-REGGIO EMILIA 92-78 Milano non sbaglia, stacca nel quarto periodo una combattiva Reggio Emilia e resta in vetta al campionato. Gara in grande equilibrio per oltre 30 minuti con Della Valle e Reynolds che tengono in corsa gli ospiti. Poi un Micov ancora una volta superlativo, oltre al gran lavoro in area colorata di Pascolo e Tarczewski, regalano all’EA7 il margine di sicurezza decisivo. Impatto positivo anche per Guidaitis e della coppia Goudelock-Jerrells nella ripresa, non basta alla Grissin Bon la buona prova di De Vico. Un superbo Della Valle incendia le retine del Forum in avvio, 10 punti fiati dell’azzurro nel 6-12 con cui gli ospiti aprono le danze. Ritmo alto in cui Milano sembra far fatica ad adeguarsi, Cinciarini innesca Tarczewski mentre arriva il primo squillo di Goudelock, 2+1 dell’ex Fenerbahce per il meno 3, 11-14. Si bloccano entrambi gli attacchi con Reggio che resta avanti, alla prima pausa, grazie ai rimbalzi d’attacco, 15-16. Ruota i suoi lunghi coach Pianigiani cercando nuova energia a rimbalzo, risponde Gudaitis che con Abass guida il break dei padroni di casa, 19-16. Grissin Bon che prova a rispondere con Markoishvili e White ma è ancora l’ex canturino a garantire buone soluzioni su entrambi i lati del campo, 27-22 al 25’. Protagonista anche Pascolo che ritrova minuti e fiducia, Reggio non molla con Chris Wright e Reynolds in evidenza, 34-29. Gara a strappi con tanti mini parziali, nuovo acuto degli emiliani che vanno a referto con White e, dopo lungo, silenzio, Della Valle, 39-36 alla pausa lunga. Dopo l’intervallo canovaccio che non cambia, EA7 che cerca con insistenza la fuga trascinata da capitan Cinciarini (+ 7 il massimo vantaggio), gli ospiti hanno in De Vico il jolly che non ti aspetti, 46-44. Sente il profumo d’impresa la truppa di coach Menetti, Reynolds ed ancora De Vico mettono la freccia, 51-52. L’Olimpia si aggrappata a Micov mentre si riscalda la partita con il tecnico a Reynolds, una fiammata di Jerrells ed il buzzer beater di Goudelock fanno virare avanti Milano alla penultima sirena, 64-59. Sale l’intensità della gara, Reggio mette più pressione sulle rimesse milanesi, White dall’angolo sigilla la nuova parità, 67-67. I lunghi tentacoli di Pascolo nel parziale milanese, l’ex trentino è prezioso in difesa ed in attacco, sua la zampata del più 7, 74-67 al 35’. Tarczewski mura gli attacchi Grissin Bon, scollina per la prima volta oltre la doppia cifra il margine dell’EA7 con il centro statunitense, 80-69. Chris Wright lancia l’ultimo assalto degli ospiti ma Micov e Pascolo non sbagliano mai, il finale è senza patemi per i milanesi, 92-76. (Marco Taminelli)

Milano: Micov 18, Goudelock 15, Gudaitis 13
Reggio Emilia: Della Valle 20, Reynolds 18, C. Wright 10

Gasport

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