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Dopo la Juventus, anche la Lazio subisce la beffa europea. Decisamente diversa, anzi, opposta. Una rimonta a favore dell'Italia, una contro. Il Salisburgo elimina i biancocelesti con un clamoroso 4-1, cinque minuti terribili in cui la squadra di Inzaghi ha subito tre goal.

Strakosha parla di blackout mentale, Lulic parla di mancanza di inesperienza. Marco Parolo invece cerca di fare mea culpa, evidenziando i demeriti della Lazio e i meriti del Salisburgo, che dopo il 4-2 dell'andata ci ha sempre creduto. Colpendo al momento opportuno.

"Sull'1-1 abbiamo avuto un'occasione per il 2-1, poi abbiamo concesso la conclusione da fuori area e abbiamo preso un gol deviato" ha evidenziato Parolo a fine gara . "Loro hanno preso fiducia, noi abbiamo perso le misure. Complimenti a loro ma dobbiamo riconoscere le nostre colpe, avevamo la partita sotto controllo".

La Lazio non ha avuto i famosi quindici minuti di gloria, ma bensì cinque minuti di terrore: "Siamo stati dei polli a prendere goal subito, ci ha tagliato le gambe. Loro sono passati mentalmente, dispiace non essere una squadra che possa ambire a certi traguardi in Europa".

Spazio ai rimpianti, come ovvio: "Abbiamo peccato di sufficienza, finché l'arbitro non fischia tre volte la partita non è finita. Dobbiamo ripartire da domenica, abbiamo una partita importante". Al derby Roma e Lazio arrivano con umori opposti: influirà sul risultato finale?