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di Paolo Franci

"Dotto' stamattina ho chiesto a mia moglie: ma secondo te c'ho la faccia de Jim Carrey? No perchè io me vedo sempre uguale, ma il sospetto ce l'ho…". Lì per lì non ci sono arrivato. Anche perchè alle otto del mattina faccio fatica a capire chi sono io, figuriamoci il resto. Ad approcciarmi così, è il barista-romanista del bar vicino a casa. Lo guardo con l'aria da triglia sparata fuori dall'acqua e mi fa: "No perchè dotto', je spiego: questa è la settimana da Dio, ha presente er film no?". Sì,ce l'ho presente, Fausto. Ce l'ho presente. È quello in cui il protagonista, Jim Carrey, si ritrova con i poteri di Dio per una settimana e può fare e disfare ciò che vuole.

Da lì in poi, Fausto è un fiume, rompe il muro della diga e vai con la gioia incredula e un sorriso che se non avesse le orecchie gli circumnavigherebbe il capoccione. Tre a zero al Barcellona e Messi eliminato. L'antica nemica, la Juve, quella "Der go' de Turone" che fa la remuntada e poi fischiano un rigore dubbio nel recupero e la sbattono fuori dalla Champions. Il tutto mentre la Roma, sìssì la Roma, giocherà "'a semifinale dotto'! 'a semifinale" (sì lo so, lo so, lo sanno tutti ma lui lo ripete ossessivamente quasi a esorcizzare l'ipotesi che sia un sogno) e poi, mentre la notte inghiottiva un normale e banale giovedì uguale a tutti gli altri giovedì, la Lazio che prende quattro gol in sedici minuti e "Dottò ma se rende conto? Volevano lascià er segno in Europa e l'hanno lasciato: mai nessuno aveva preso tre go' in Europa League in 4 minuti e passa…". Ride, Fausto. È la sua settimana da Dio (giallorosso). Ride come se il calcio l'avesse risarcito di un mondo d'amarezze. Tira fuori il telefonino e fa scorrere fotomontaggi di quelli che te ne arrivano a pioggia tra social e whatsapp. L'ultimo è una foto di una piscina vuota con un uomo schiantato sul fondo e la scritta "Il bagno nella fontana di Lotito". È la goliardia romanista che straripa e non sa che direzione prendere: continuare a sfottere il vicino di casa juventino o meglio il parente laziale? Scelta difficile, in effetti. Ora, a Fausto toccherà il Liverpool. Chissà se c'era quel giorno di maggio del 1984. Forse sì. E chissà se l'ha presa bene o male di doversi giocare il sogno della finale contro Salah. Glielo chiederò domani e vi farò sapere.

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