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Uno scherzo del destino, un vortice di emozioni. A dieci mesi e mezzo dal suo addio, Mohamed Salah tornerà a Roma. Da avversario, contro tanti amici, contro chi l'ha aiutato a diventare grande. Due anni in giallorosso non si dimenticano facilmente, difficile non pensare ai 34 gol e 24 assist in 83 partite, impossibile non chiudere gli occhi e immaginare le accelerazione sulla fascia, il lavoro per Dzeko, l'urlo dell'Olimpico. Salah, nella capitale, si è confermato un giocatore pazzesco, a Liverpool, dove è arrivato lo scorso giugno per 42 milioni di euro più bonus fino a un massimo di 8 milioni, è diventato uno dei migliori interpreti al mondo nel suo ruolo.

LEADER – A Roma lo rimpiangono ancora. Perché uno come lui avrebbe fatto comodo, perché dalla sua cessione potevano entrare più soldi nelle casse di Pallotta. Ad Anfiled l'egiziano tutto umiltà e sorrisi è diventato un attaccante letale sottoporta, capace di mettere a segno 39 gol (e 13 assist) in 44 partite, e soprattutto un leader, che sa prendersi le sue responsabilità. Con l'addio di Coutinho ha saputo prendersi la squadra sulle spalle, formando con Mané e Bobby Firmino un tridente da 79 gol stagionali, prestazioni confermate anche con la maglia dell'Egitto, letteralmente trascinato al Mondiale.

IL RE STA TORNANDO – Chissà se dormirà Salah la notte prima del 2 maggio, quando i Reds saranno di scena all'Olimpico. "E' stato un piacere e un orgoglio​. Sarò romanista per sempre" ha dichiarato lo scorso giugno, per 180 minuti sarà costretto a cambiare idea. Il principe diventato The King, il re, vuole prendersi Roma, non saranno i sentimenti a fermarlo.