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L’esultanza delle azzurre per le 9 vittorie che le hanno lanciate verso la Final Six. Fivb.com

Una app Mondiale. Cuore e tecnologia, emozioni e statistiche, solo apparentemente non possono andare d’accordo. E ai tempi di smartphone iper connessi era normale che uno sport tecnologico come la pallavolo lo facesse. La Nazionale di volley femminile, che sta primeggiando nel Mondiale in Giappone (ieri trasferimento nella città che ospita la terza fase, Nagoya, poco più di un’ora di Shinkansen, il treno superveloce), da questa estate è gestita con una app, Volley Studio Player. Tutta “fatta in casa”. Nel senso che l’idea l’ha avuta il c.t. Davide Mazzanti, dopo un confronto con il motivatore (Roberto Merli). “Uno dei punti di partenza era avere dei feedback dalle giocatrici. Ma erano decine le motivazioni che ci hanno portato a fare questa scelta – spiega il coach –. Poi ho chiesto a Max Taglioli (lo scoutman, che già aveva elaborato il programma di statistiche per le partite, ndr) di elaborare il progetto”.

estateDall’inizio dell’estate questa app si trasforma in una gigantesca banca dati azzurra che serve a mettere in comunicazione, anche contemporaneamente, tutto il «villaggio azzurro», giocatrici e staff. “Il tecnico carica il programma degli allenamenti della giornata – spiega Taglioli – e può dare anche indicazioni alle singole atlete sugli obiettivi da raggiungere. Alla fine dell’allenamento ogni azzurra dà un feedback allo staff con delle stelline: su come si è sentita coinvolta, come ha vissuto la parte tecnica, fisica…”. “E’ un lavoro a volte anche faticoso – aggiunge il c.t. azzurro di questa Italia che finora ha vinto tutte e 9 le gare disputate e che tornerà in campo con il Giappone lunedì alle 12.10 italiane, su Rai 2 –, ma estremamente utile. Perché in base alle risposte che ti arrivano dalle giocatrici quasi subito ti puoi rendere conto se qualcosa non va per il verso giusto. Se ci sono dei problemi: il numero delle stelle crolla. Ovviamente una giocatrice mi può chiedere di fare qualcosa in più”.

tutto lo staffAll’arricchimento della app partecipa tutto lo staff azzurro per la singola parte di competenza. “Viene data una valutazione allo stato di salute delle giocatrici – continua Taglioli, che sta facendo la sua 16ª stagione in azzurro –, ma ci sono anche i rendimenti durante le partite. Durante gli allenamenti. Prima del Mondiale era stata tracciata una valutazione ideale di quello che sarebbe dovuto succedere in campo e man mano che si giocano le partite, riusciamo a vedere cosa sta andando o cosa va meno. Le giocatrici ci possono chiedere di approfondire una determinata avversaria, come gioca un determinato tipo di pallone. Noi gli facciamo una selezione di immagini video e sempre tramite telefonino lei se la guarda prima delle partite, direttamente in camera. Ogni membro dello staff, per la sua competenza, aggiunge un pezzo di questo gigantesco mosaico che diventa anche una banca dati preziosa per ‘lo storico’. Per il rendimento delle atlete durante la stagione”.

non tuttiOvviamente quello che parte dalle atlete non viene condiviso fra tutte, ma gestito solo dallo staff. “E’ chiaro che in questa fase finale del Mondiale si fa tutto più a memoria. Anche perché gli allenamenti sono più routinari, ma nella fase di preparazione tutto questo ha una grande importanza – spiega ancora Mazzanti, che ha già altre idee di sviluppo futuro –. Con il Politecnico di Milano abbiamo fatto un bellissimo lavoro sulla battuta con Moxoff, adesso il mio sogno è quello di mettere in contatto loro con il Politecnico di Ancona con il quale pure collaboro per un’altra idea. Conteggiare in maniera più scientifica la quantità degli allenamenti nel volley, con una tecnologia che ha prezzi contenuti. Il campo è monitorato da quattro telecamere e ognuna delle giocatrici ha un acceleratore addosso grande come una moneta da due euro. Considerando tutti e tre gli assi (avanti, di lato e in altezza, ndr) riusciremo ad apprezzare la velocità degli spostamenti, ma anche l’altezza dei salti, la reattività delle giocatrici. Insomma uno studio ancora più dettagliato su quello che viene fatto in palestra, per avere un monitoraggio completo del lavoro di ognuna così da poterlo analizzare e studiare”.

condivisioneUna gigantesca banca dati che potrebbe essere condivisa anche con i club di Serie A che hanno queste giocatrici nei mesi invernali per avere quindi una visione lunga un anno di queste giocatrici patrimonio di tutto il movimento italiano. Che da casa sogna e le segue anche grazie alla tecnologia…

Dal nostro inviato Gian Luca Pasini

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